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ASPETTI
GEOGRAFICI
IL PAESE
Venendo da Salerno, lungo la strada statale n.11, la vecchia
via romana Annia, che collega Napoli alla Calabria, dopo Serre e Sicignano,
la strada giunge ad un bivio che porta a Petina, il cui centro è
distante alcuni chilometri. (Oggi il paese è facilmente raggiungibile
dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria, con uscita poco fuori dell'abitato).
Il paese, alle pendici degli Alburni, situato sotto i monti Forloso e
Pietralata, in un territorio ricco di boschi di faggi, pini e lecci, si
affaccia sul vallone di S.Onofrio, già vallone della Colonna, e
conserva ancora oggi tutte le caratteristiche di un piccolo borgo medievale,
che sembra incollato alle pendici degli Alburni. Il punto più alto,
impropriamente chiamato Castello, situato in una località denominata
"la costa", non doveva essere altro che un modesto fortilizio
ricavato nella viva roccia, intorno al quale vennero costruite le abitazioni
collegate tra loro attraverso stretti e tortuosi vicoli.
La parte più antica del paese, di epoca medievale, è quella
situata alle spalle della piazza principale Umberto I, dove c'è
la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari e il Municipio, nell'ex
palazzo Monaci.
Percorrendo un lungo viale in discesa si raggiunge una piazzetta che ha
la pavimentazione in ciottoli e al cui centro c'è una croce in
pietra, collocata in mezzo ad un quadrilatero. Su un lato della croce
è disegnato lo stemma dell'antica Università (UNIVERSITAS
sta ad indicare l’universalità, la collettività del
paese ndr) di Petina e nell'altro lato c'è la seguente scritta:
"D.O.M. UNIV. ECCL. S. ERECT. A.D.1577- AB EA UNI-VE RECTA A.1772
= Deo Optimo Maximo Universitate Ecclesia Sunt Erecta".
La croce fu eretta nel 1577 per ringraziamento dopo lo scampato pericolo
della peste del 1576 e fu ristrutturata nel 1772.
La parola Università di Petina, che spesso viene menzionata sia
nei documenti che nelle scritte pubbliche, per l’inaugurazione di
monumenti o altri edifici, non era altro, come già detto, che la
maggioranza (universalità) dei rappresentanti delle famiglie che
abitavano nel paese.
In questo periodo fu creata la “CONGREGAZIONE”, un’istituzione
che accolse tutti coloro, “nobili e plebei che intendessero onorare
e servire con devozione Dio e la Madonna Santissima” come era specificato
nel documento inaugurale. La sede della Congregazione era di fianco alla
Chiesa di San Nicola di Bari.
Fin dall’inizio del 1600 risulta dai documenti che le persone arrestate
di Petina, venivano rinchiuse nelle vicine carceri di Postiglione.
Dietro la Chiesa Parrocchiale è ancora visibile un antico portale
in pietra sul cui stemma è riprodotto un ostensorio con la data
del 1766.
Nella parte alta del centro abitato c'è una località chiamata
impropriamente "il castello”, nella contrada "la costa".
Si tratta di una zona sopraelevata rispetto alle altre abitazioni, dalla
quale si domina l'intero paese e dove, probabilmente, nei tempi antichi
c'era un piccolo fortilizio, definito dalla gente in modo improprio "castello",
probabilmente per indicare la destinazione e l'uso del manufatto.
La sede del vecchio Municipio, fino alla metà del secolo scorso,
era nella palazzina situata in viale Umberto, dove oggi c’è
la Guardia Medica. Successivamente il Municipio ha trovato una nuova e
più rappresentativa sede nell'ex palazzo Monaci, situato nella
piazza principale di Petina, di fianco alla Chiesa Parrocchiale. Il maestoso
edificio venne acquistato dall'Amministrazione Comunale nel 1952 e il
sindaco dell'epoca Saverio Monaco, d'accordo con il Consiglio, procedette
alla vendita di una montagna di proprietà del Comune per reperire
i duecento milioni necessari per pagare i proprietari del palazzo. Palazzo
Monaci è poi divenuto la sede definitiva del Municipio fino ai
nostri giorni. In cima all'attuale palazzo municipale è situata
la torre dell'orologio che scandisce, con i suoi battiti, le ore del giorno
e della notte ogni quindici minuti.
Su una parete di un edificio, sempre nella piazza principale, c'è
una meridiana risalente al 1886.
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